La terra a volte va innaffiata con il pianto,
ma poi vedrai la pioggia tornerà!
Archiviazioni mensili: luglio 2009
3 uomini: il primo per dar conto al cuore, il secondo per dar conto alla ragione, il terzo per dar conto alla passione
Ne sono QUASI certa…
Tutti i difetti notoriamente attributi al genere femminile sono caratteristiche che sarebbero di grande aiuto in caso di più relazioni contemporaneamente, ovviamente con la limitazione del letto ad uno solo…Ma forse anche per gli uomini è così….
La morale e cultura ci hanno educato alla monogamia affettiva. Il corpo potrebbe gestirlo, ma cuore e cervello vanno in tilt. Abbiamo bisogno di certezze: che il nostro partner ami solo noi. E non credo che sia sbagliato pensarla cosi..
Solo stavo facendo due, o tre, considerazioni:
1) Ci sono uomini che ti fanno sentire una regina quando ti parlano, ti telefonano sempre, ti mandano messaggi dolcissimi, non pensano ad altri che a te…e appagano la testa, perchè sono prevedibili e ti permettono di condurre serenamente la tua vita facendo progetti.. solo che, a volte, non hanno mordente.

2) Poi ci sono quelli che ti prendono il cuore (e a volte se lo portano via) che ti baciano sotto le stelle, ti portano a mangiare a lume di candela, ti rigirano il mondo sotto gli occhi e sono quelli di cui ti innamori.
3) E infine gli altri, quelli che ti accendono di passione come una pira e poi ti portano in estasi fino a lasciarti morire. Di solito sono così materiali che fuori dal letto è meglio che spariscano.
La cosa splendida sarebbe averli tutti e 3 in uno, e a volte capita che due punti su 3 si appaino..
La domanda (e voi maschi declinate tutte e tre le opzioni all’altro genere) è:
“Se doveste proprio scegliere, prendendo anche in considerazione che sono grossolane semplificazioni, cosa scegliereste di vivere?”
Thanks to “Eternal sunshine of the spotless mind”
Mi sono sempre chiesta ma io che cosa ci faccio di questo tempo?
L’ultimo ricordo veramente pieno di speranza e felicità risale a quando stavo guardando le nuvole sopra i tetti e le montagne che si scorgevano tra un tetto e l’altro.
Oggi l’insight, dopo anni dopo giorni che mi chiedo cosa cazzo ci devo fare con questa vita che non amo? Che non voglio?
Oggi ho capito, spero. Per amare la vita, la mia vita intendo, devo ricominciare a giocare. Finora era tutto troppo serio, vivere era un lavoro che andava fatto bene.
Questo ragionamento è salito su piano piano, a galla, durante il film “Eternal sunshine of the spotless min
d” (tradotto barbaramente in italiano con “Se mi lasci ti cancello”, che snatura l’essenza del film). Ad esempio, quando ci si innamora ci si rimette a giocare, è per questo che si è felici, perchè si trova un compagno di giochi.Non è la conoscenza, non è il tempo che porta all’abitudine, non sono i soldi, non sono i piani e i progetti.
Quello che voglio ritrovare adesso è quello si sperimenta giocando.
Aristotele accostò il gioco alla gioia e alla virtù, distinguendolo dalle attività praticate per necessità. Fonte Wikipedia.
I muri di mattoni sono lì per fermare le persone che non hanno abbastanza voglia di superarli
Randolph Frederick Pausch è morto Chesapeake il 25 luglio 2008 a 48 anni.
Era professore di informatica all’Università di Pittsburgh (Pennsylvania), questa è la sua ultima lezione all’università quando era già consapevole di stare morendo a causa di cancro al pancreas.
Bellissima e commovente conferenza che parla del senso della vita, di come viverla e realizzare i proprio sogni… – “Lesperienza è ciò che ottieni quando non sei riuscito a ottenere ciò che volevi”. – “Ogni ostacolo, ogni muro di mattoni, è lì per un motivo preciso. Non è lì per escluderci da qualcosa, ma per offrirci la possibilità di dimostrare in che misura ci teniamo. I muri di mattoni sono lì per fermare le persone che non hanno abbastanza voglia di superarli. Sono lì per fermare gli altri”. – “Quando fai qualcosa di sbagliato e nessuno si prende la briga di dirtelo, significa che è meglio cambiare aria. Chi ti critica lo fa perché ti ama e ti ha a cuore”. – “Mi lamentavo con mia madre di quanto fosse difficile quell’esame all’università, e di quanto fosse spaventoso. Lei si inclinò verso di me, mi diede un buffetto sulle spalle e mi disse: «Sappiamo bene come ti senti, tesoro, ma ricorda, tuo padre alla tua età combatteva contro i tedeschi»”. – “Sto per morire e mi sto divertendo. E continuerò a divertirmi ogni giorno che ancora mi resta da vivere. Perché non cè un altro modo per farlo”. – “Non perdete mai la capacità di stupirvi tipica dei bambini. È troppo importante. È quella a spingerci ad andare avanti, ad aiutare gli altri”. – “Ho una mia teoria sulle persone che provengono dalle famiglie numerose: sono persone migliori degli altri, perché hanno dovuto imparare come andare daccordo con gli altri”. – “Non si può arrivare in cima da soli. Qualcuno deve aiutarti. Io credo nel karma. Credo che si riceve ciò che si è dato”. – “Non lamentatevi. Lavorate più duramente. Non cedete. L’oro migliore è quello che giace in fondo ai barili di merda”.
- “Se vivrete nel modo giusto, il karma si prenderà cura di sé. I sogni verranno da voi”. “La fortuna è quel momento in cui la preparazione incontra l’opportunità” -”La fortuna ce la creiamo da soli, chi più sa più vale.”
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L’intero post è la citazione di un articolo. Godetevelo in ogni parte!
La frase “La fortuna è quel momento in cui la preparazione incontra l’opportunità” è a sua volta una citazione.
La singolarità dell’anima gemella
Premessa
Le nostre favole sono state epurate (dalle parti scomode) dalla morale giudaico cristiana, ma nel mondo ci sono cantastorie che ritrovano denominatori comuni in favole e racconti in parti diverse del mondo… E raramente finiscono con “vissero felici e contenti” ma, aiutano veramente ad affrontare la vita. Perché le “storie sono un balsamo” per l’anima e sono più antiche della psicologia e di qualsiasi disciplina.
La “bella addormentata” era denominata tale in quanto bella ma un po’ tonta, nel senso che lei, ultima arrivata, non aveva capito che la “regina cattiva” era la “moglie cattiva” e lei era l’amante. Ma lo ha capito quando è diventata lei la regina tradita…
Triste? Può essere. Ma magari generazioni di donne e di uomini non si sarebbero rovinati la vita a cercare di capire perchè la principessa ad un certo punto diventa stronza e incazzata e il principe traditore e bastardo.
Ok, ho un po’ esagerato con la fine, ma il concetto è: “perché lo stereotipo dell’anima gemella è cosi forte nella nostra cultura? E se l’anima gemella fosse il rapporto di armonia che potrebbe esserci tra mente e cuore?”
I matematici definiscono con il termine SINGOLARITÀ il punto in cui una massa sparisce dall’universo normale precipitando in una sorta di “pozzo senza fondo”, questo per ribadire il fatto che in esso tutte le leggi della fisica come noi le conosciamo capitolano, perdendo ogni valore.
Della velocità e della musica
E’ vero la felicità arriva all’improvviso… dall’inaspettato.
E quando l’inaspettato è la canzone SexyBack di Justin Timberlake Featuring Timbaland beccata per caso alla radio in associazione all’innescarsi della turbina dall’accelerazione dell’auto puoi solo spingere un po’ di più sull’acceleratore e alzare il volume.
Allora, chiariamo subito, mi rifiuto categoricamente di pensarmi rozza (o peggio), sono diversamente fine!
La verità è che alcune cose accelerano i sensi portandoli al limite, come la velocità, la musica, il buon sesso, il buon cibo e il buon vino.

E quindi sono i sensi i centri della felicità ?
Cioè chi sente di più è più felice? Sicuramente chi gode di più è tendenzialmente più felice.
Ma il godimento è un’arte, non si può godere per procura, NON SI PUO’ VOLER GODERE PER FORZA.
Il piacere, per ogni senso, arriva dal profondo.
Un buon vino è teoricamente buono per tutti i palati ma (ed è il ma che fa la differenza) ce ne saranno alcuni che sentiranno tutte le note, che impazziranno di gioia nel guardare il colore riflesso nel bicchiere, che sentiranno il profumo inebriare tutto l’ambiente, ovvero troveranno la felicità.
Ma la felicità è l’estasi dei sensi?
Si a volte si, o forse sempre. Però c’è anche quella felicità che nasce da dentro calma e trionfante, senza alcun motivo apparente. Ma il motivo c’è.
Io cerco anche quella felicità.

Ah ah ah ho ritrovato un vecchio Blog e un po’ di Ciussi
Per caso stamattina (o forse il caso non esiste) ho ritrovato il mio vecchio Blog www.ciussi.splinder.it.
E sai che c’è?
Cavolo la me stessa di un anno fa mi sta più simpatica di quella di oggi. E dire che ho passato un anno che rivivrei mille volte per le emozioni che mi ha dato.
E allora cosa mi è successo?
Forse il passaggio massivo a Facebook, che non ti permette molte riflessioni.
Forse le aspettative di quello che sarebbe stato, che scollano dal presente per proiettarti in un futuro, inesistente (se è “futuro” ci sarà pure un motivo no?).
Lo sconvolgent
e è che 1 anno fa ero più felice di oggi. E
vi giuro non ha senso, perché io quest’anno l’ho stravissuto, l’ho stragoduto.
Ho riso tanto (per la verità ho anche pianto tanto)
ho bevuto tanto, ho mangiato tanto, ho fatto tanto, ho dato tanto e ho ricevuto tanto e tanta energia, ho ricominciato a dipingere, e poi film, concerti, panorami meravigliosi, ho visto un nuovo continente, ho scoperto un nuovo mondo (la moto!!!!), ho potuto vedere l’anima di una persona meravigliosa e toccare il suo cuore .
E continuo a chiedermi…che è successo che adesso sono meno ottimista? Più triste?
Forse è l’attesa di quello che ti aspetta, forse mi aspettavo che quest’anno non finisse mai, durasse una vita….
Bella questa … un anno che dura una vita, ovvero…. che cosa sto dicendo di volere????
!!!
O forse, la paura che quest’anno finisse ha ferito le mie ali e non ho più il coraggio di volare.
Forse è semplicemente difficile lasciare una strada che ti dà tante emozioni, una persona che ti piace così tanto, un qualcosa che senti non concluso. Eppure ogni strada non è infinita, porta ad altre strade, porta al mare e alle montagne, porta fino all’infinito, ma…non è eterna, non è infinita…
E adesso?
Adesso ricomincio da me. Portandomi dietro anche quello che ho vissuto quest’anno, questo spettacolare anno.
E, anche se adesso non ne ho la forza, quello che voglio è non perdere la conoscenza, l’affetto e la sincerità di quello che è stato il mio caro compagno di avventure per quest’anno. Perchè non è stato un caso, né averlo vissuto né averlo conosciuto.
Mi devo solo ricordare che nella mia vita (non so in quella degli altri):
Non sono solo i viaggi, sono anche i sogni e i progetti, che contano,
è la consapevolezza di quali vuoi che siano i compagni di cammino,
per poterli guardare e trovare i visi che ami, in cui specchiare le tue emozioni.
Grazie!
“Perchè siamo amci,
non solo compagni,
e questo ci dà legami che resisteranno nel tempo” . (Saretta)